Sono le 2 di notte, stavo leggendo il blog della vale. E’ bello questo modo di raccontare, di raccontarsi. Vorrei avere la presunzione di pensare di avere qualcosa che a qualcun altro potrebbe interessare leggere. Ormai tutti hanno un blog, e alla fine sicuramente non si fanno certi problemi...in fondo è solo un modo diverso di tenere un diario, giusto? Solo che questo è alla portata di tutti.
Non scrivo più nulla da tanto, tanto tempo. Da ragazzina scrivevo sempre, poesie (di scarso valore artistico di sicuro!),raccontini, pensieri in libertà, soprattutto quando ero triste e mi sentivo sola. Oppure quando ero molto confusa, mi aiutava a schiarirmi le idee.
Poi le cose sono cambiate, la mia vita si è ribaltata come un calzino, e non avevo più tempo di scrivere, nè la necessità di farlo a dire la verità. La mia è una malinconia che si piega molto su stessa, e non mi sono forse fermata a riflettere, a studiarmi come facevo una volta. E, giuro, non lo rimpiangevo affatto.
Ma ora sono ancora qui, e scrivo. Metto in linea i miei pensieri, come piccoli birilli, e li studio. Oggi sono stata al mare, e c’era proprio il tempo che piace a me: mare grosso, verde scuro, minaccioso e cupo. Vento e nuvole scure, cariche e piene. Proprio come sono io: qualcosa di scuro, che non riesce a diventare tempesta. Proprio il mare mi ha dato la voglia di scrivere, oggi come dieci anni fa. Quando camminavo d’inverno sulla battigia deserta, a tratti ascoltando i rumori della risacca, a tratti con la musica a tutto volume nelle orecchie, camminando forte, forte, a volte correndo, per seminare il diavolo, per lasciare i casini alle spalle, per ritrovare la lucidità di agire nel modo giusto. Avevo i Nirvana nelle orecchie e nell’anima. I Silverchair mi parlavano di un amore odiato e di una ragazza anoressica, e i Faith No More mi urlavano DIGGING THE GRAVE!! E io andavo, andavo, con le lacrime di freddo che mi pungevano gli occhi.
Quando cresci vedi tutto da una certa distanza; forse i miei tormenti di ora saranno più lievi tra un pò di tempo. Ne dubito, ma ora che non posso più correre per seminare il diavolo, ora che mi è entrato nella testa e nell’anima, mi trovo un pò smarrita. E costretta a mettere nero su bianco alcuni patetici pensieri per trovare un pò di sfogo, un pò di pace.